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Il costume sardo diventa protagonista

8 giugno 2010

Sabato un convegno, si confrontano numerosi esperti.
Ittiri capitale del costume sardo, almeno per un giorno. E’ questo l’obbiettivo che si propone Piero Simula presidente dell’Associazione Folklorica Ittiri Cannedu che, attraverso un convegno dal titolo “Sestos Aspettando la folk Festa Ittiri incontra Paradisola” 

porterà in città sabato 27 Marzo, esperti da tutta l’isola per discutere di problemi e di prospettive del costume sardo. “Sestos”, plurale della parola logudorese “sestu” che significa modello per tagliare, da cui il verbo “sestare” (tagliare i panni) rappresenta la prima fase nella costruzione di un abito e quindi di un costume. partendo, perciò, dalla fase iniziale si vuole portare a conoscenza di un vasto pubblico il modo con cui nasceva e fortunatamente, grazie a simili iniziative, continua a nascere e a vivere l’abbigliamento tradizionele del popolo sardo. L’importante appuntamento, realizzato con la collaborazione di Paradisola, il portale che veicola l’immagine della Sardegna nel mondo, del Comune di Ittiri, dalle Scuole Elementari, dell’associazione Culturale S. Francesco, della Sopraintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, dell’Assessorato al Turismo della regione Sardegna e con il patrocinio dell’Università di Sassari, è la prima tappa di un percorso culturale che si concluderà il “5 Luglio in occasione della XV° edizione di Ittiri Folk Festa. L’iniziativa rappresenta una importante occasione per quanti hanno interesse a conoscere la storia dei vari costumi isolani. Infatti, esperti provenienti da tutta la Sardegna discuteranno problemi e prospettive del costume sardo, di aspetti della ricostruzione dell’abito di gala, dell’antico ricamo sardo su tela pieghettata, di mito e realtà del costume dell’area Bittese, solo per citare alcuni degli argomenti che verranno dibattuti nel centro delle arti di via XXV luglio con inizio alle ore 16.00. ai ragazzi delle elemntari è dedicata, nella biblioteca francescana, con inizio alle ore 10.00, una sezione speciale che prevede la spiegazione di come nasce un costume, con particolare riferimento a quello ittirese. nella stessa sede, alle ore 12.00, verrà innaugurata la mostra “Donnine” (bambole in costume delle sorelle Bianca e Laura Ruiu, le quali, sulla scia dei successi degli anni cinquanta dovuti alla creazione dell’Isola (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), crearono le “donnine” vestite con costumi “veri” che all’origine avevano una funzione di tipo turistico commerciale ma le cui superstiti oggi rivestono un ruolo di testimonianza storica e si presentano come una interpretazione alternativa allo schematismo dei pupazzi di Eugenio Tavolara e richiamano, nella loro preziosa fattura, la statuine dei presepi napoletani del 1700.

Vincenzo Masia