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L'orgoglio di una città che si specchia nelle sue tradizioni

5 luglio 2010
Copertina Sonos & Cantos


Partecipare ad una delle riunioni dell'Associazione Culturale e Folklorica “ITTIRI CANNEDU” è sempre un piacevole rincontrarsi. Quello che si è tenuto a Giugno è il primo dei tanti incontri che precedono l'organizzazione del “grande evento”: la ITTIRI FOLK FESTA 2010. Non è un anno qualunque, sarà infatti il 25° Festival Internazionale di Danze ed Espressioni Popolari. 

La nota interessante e positiva è che la maggioranza dei partecipanti alla riunione è composta da giovani; non mancano chiaramente i soci fondatori, i collaboratori e gli amici di sempre ma ciò che colpisce favorevolmente è vedere il pressoché totale ricambio generazionale. Si potrebbe obiettare che è un fatto del tutto normale; stiamo però parlando di tradizione, di canti e balli etnici, di cultura popolare ossia di un passato ormai remoto e in un'epoca in cui l'”I-pad” e il “touch screen” catalizzano le nostre esistenze, vedere dei ragazzi che si impegnano nel preparare un evento dedicato alla salvaguardia della tradizione locale e non, è sicuramente coinvolgente, concreto e non massificante. Molto probabilmente quelle persone, i famosi “ragazzi del '74”, che in quegli anni intrapresero questo viaggio nel mondo del recupero culturale delle proprie radici, mai avrebbero immaginato una tale positiva ricaduta del loro operato sulla Comunità Ittirese, in termini di valorizzazione di particolari aspetti della cultura tradizionale.Tutto questo è stato sicuramente favorito dal fatto che la Sardegna, a detta degli esperti, è di certo il giacimento più ricco di balli etnici ancora praticati. Inoltre è sempre vivo quel dinamico contrasto tra passato e presente: ci sentiamo cittadini che vivono appieno il proprio tempo ma che hanno enfatizzato il proprio legame con il passato, sottolineando così il valore del ricordo e del recupero di ciò che ci appartiene da sempre e che fa parte di noi.

di Maria Caterina Fiori