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«Ittiri Folk Festa» decolla mettendo in mostra storia e costumi d'epoca

29 maggio 2011

ITTIRI. Oggi prende il via nel museo Sanna a Sassari, con una visita guidata alla mostra etnografica "Sestos", la seconda edizione di «Aspettando Ittiri Folk Festa», iniziativa dell'associazione Ittiri Cannedu, presieduta da Piero Simula. Domani invece si terrà una giornata di studi, con inizio alle 10, nel museo per le Arti e tradizioni popolari di via XXV luglio, a Ittiri, con l'apertura della mostra etnografica: "La vestizione del costume femminile di gala", che verrà spiegata ai ragazzi delle scuole, a cura di Gian Mario Demartis.

Seguirà, alle 11 l'inaugurazione della mostra dal titolo: "I guardiani del tesoro, antichi indumenti femminili tradizionali da collezioni di Paradisolani", a cura di Giuseppe Piroddu. Alle 16,30, nella saletta attigua al Teatro di via XXV luglio, si terrà un convegno sui costumi. Le relazioni saranno a cura di Matteo Poddi che parlerà dei "Fazzoletti stampati e prodotti a Cabras. Tipologia, decorazioni, usi, funzioni", Maria Laura Cossu e Francesco Mulas illustreranno "Fondi fotografici antichi e costume tradizionale: il caso di Ossi". "Fotografare costumi oggi: croce e delizia" verrà presentato da Lorenzo Bellu, mentre Pietro Frau e Federica Loi illustreranno "Teletas: dalla ricerca sul campo alla mostra". Concluderà Gian Mario Demartis con: "Appunti sul corredo di gioielli del costume femminile di gala di Ittiri". Seguirà un dibattito moderato dal Maria Caterina Manca. Nel corso della serata verrà conferito il premio "Manos de Oro", destinato ad artigiani che si siano particolarmente distinti nella confezione di abiti tradizionali. "Sestos", plurale di "sestu", che significa modello per tagliare, da cui il verbo "sestare" (tagliare i panni) ha coinvolto esperti provenienti da tutta la Sardegna. L'edizione di quest'anno è stata realizzata in collaborazione con l'associazione culturale Carrelas. L'iniziativa si svolgerà sotto il patrocinio della Soprintemdenza ai Beni archeologici per le provincie di Sassari e Nuoro e dell'università di Sassari, e grazie alla collaborazione del sito www.paradisola.it verrà pubblicata a livello regionale e nazionale. Lo scopo che si prefigge l'edizione 2011 è quello di fare da stimolo per sinergie e interazioni tra i diversi operatori del settore, realizzando un ambizioso progetto culturale ed economico dove possano trovare spazio gli artigiani che realizzano gli indumenti, i fornitori di materie prime per la confezione degli stessi, gli studiosi che ricostruiscono filologicamente la storia di ciascun abito e i gruppi folkloristici che indossano gli abiti e li fanno conoscere in tutto il mondo e ne garantiscono la conservazione. «"Sestos" è rivolto prevalentemente - afferma il presidente di "Ittiri Cannedu" Piero Simula - a quanti non possiedono una particolare competenza in materia ma sono curiosi di entrare nel mondo dell'abbigliamento tradizionale».

 

 

Nuova Sardegna 27 maggio 2011