Social Network:

Facebook Youtube flickr

Suoni e colori dei popoli nella kermesse Folk Festa

18 luglio 2012

Presentato all’università il programma della manifestazione di Ittiri Si parte il 19 con un’anteprima a Stintino: ospiti gruppi da tutto il mondo.

ITTIRI. Nella sala Eleonora D’Arborea dell’università di Sassari, dove ieri, l’associazione Ittiri Cannedu ha presentato la 27ª edizione del “Festival Ittiri Folk Festa”, si respirava un’aria carica di forte preoccupazione per il futuro della prestigiosa manifestazione. Lo si è capito quando, dopo i saluti del Rettore Attilio Mastino con garbate ma ferme parole di condanna, il Sindaco di Ittiri Tonino Orani ha posto l’accento sulla politica che la Regione sta portando avanti nel campo della cultura popolare. «La mia denuncia non vuole essere il solito piagnisteo per i sempre più esigui finanziamenti che la Regione, già da qualche anno, sta operando nel campo della cultura, ma sento il dovere di rivolgere un appello alla Giunta regionale perché, se tagli ci debbono essere, vengano attuati con adeguati criteri di selezione. Infatti – ha concluso Orani – non tutte le iniziative sono dello spessore. Mi auguro – ha concluso Orani – che il mio appello non rimanga inascoltato». Dello steso taglio l’intervento dell’assessore provinciale Giommaria Deriu che ha assicurato il sostegno della Provincia anche negli anni a venire. Antonio Diana, sindaco di Stintino, centro che il 19 ospiterà nella Piazza dei Quarantacinque l’anteprima di Folk Festa all’interno della rassegna “Festival del mare: gli altri mari del mondo”, ha usato un’espressione molto significativa nel definire Folk Festa un importante veicolo di importazione ed esportazione di cultura popolare. Leonardo Marras, presidente della giuria del premio “Zenias”, onorificenza che viene assegnata a quanti attraverso le proprie opere hanno fatto conoscere la Sardegna nel mondo ha detto: «Quest’anno la scelta unanime della giuria ha deciso di assegnare il premio ai Tazenda, in quanto - ha sottolineato Marras - essi, assieme al compianto Andrea Parodi, hanno fatto da apripista per l’esportazione della cultura del Logudoro e della Sardegna nel mondo. Una delle motivazioni che ha spinto la giuria a premiare i Tazenda va ricercata nella singolare e commovente forza che ha animato Andrea Parodi, fino a qualche giorno prima della sua morte, nel testimoniare il suo amore per la sua terra, spingendolo – ha concluso Marras – a cantare in condizioni di salute estreme, che solo il canto e la forte identità, riuscivano a mitigare». Maria Caterina Manca ha presentato, nel dettaglio i vari appuntamenti che, per la determinazione di Piero Simula e per la convinta e fattiva collaborazione delle istituzioni e di tantissimi volontari, saranno di alto spessore e si terranno dal 19 al 24, giorno di chiusura a Nuoro della Folk Festa. Tra questi figurano: venerdì 20 alle 21, nel centro storico, “Sonos de Ballu”, percorso itinerante con gli strumenti della tradizione e “Notti Bianche” con i commercianti del Corso Vittorio Emanuele. Sabato 21 appuntamento col ballo allo stadio comunale dove alle 21 si esibiranno i gruppi di Columbia, Russia, Benin, Ecuador e Sardegna con i gruppi “Balladores” di Ollolai e Ittiri Cannedu di Ittiri. Domenica 22, per le vie del centro, con inizio alle 18, “Gran Parata” dei Gruppi”. Alle 21 appuntamento col ballo, allo stadio comunale dove si esibiranno i gruppi di Indonesia, Perù, Serbia, Colombia, Russia Benin e i gruppi sardi. Sabato 21, alle 12 al Teatro Comunale in via XXV luglio, consegna del premio “Zenias”. Domenica 22, alle 11, nella chiesa di S. Pietro in Vincoli, “Messa dei Popoli” cantata dal Coro di Ittiri. Lunedì 23, presso Old Fashion Bar, alle 21, rassegna di cucina e musica etnica. Martedì 24, alle 21, in Piazza Sebastiano Satta, a Nuoro, gran finale di Folk Festa. Le numerose manifestazioni collaterali sono state illustrate da Gianmario Demartis che non ha nascosto le non poche difficoltà incontrate nel mettere insieme i vari aspetti di una cultura e tradizione, come quella ittirese, che ha mantenuto vivo fino agli anni Sessanta, e per certi aspetti alcune “abitudini” ancora resistono, lo zoccolo duro della vita agropastorale, unica nel territorio. Infine, è stato istituito un concorso fotografico “Obiettivo Folk Festa” che vedrà premiata la migliore foto dell’edizione 2012.

 

Di Vincenzo Masia