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Ittiri Folk Festa Il giro del mondo tra suoni e danze

18 luglio 2014

ITTIRI. Anni di ricerca nelle pieghe delle nostre tradizioni per andare oltre i dati sterili e far ritrovare alla gente la memoria e far sentire a ciascuno il brivido dell’entusiasmo, il profumo delle cose belle, la ricchezza vergine delle tradizioni genuine. È questa la mission dell’associazione folkloristica Ittiri Cannedu che quest’anno festeggia 40 anni di attività e da ben 29 riesce nell’impresa di organizzare la fortunata manifestazione Ittiri Folk Festa.

 

L'anteprima del festival è in programma ad Alghero giovedì 17 alle 21.30 nell'area portuale-Banchina Sanità: saranno i gruppi di Senegal, Ungheria e Portorico ad animare la serata. Da venerdì fino a domenica Ittiri Folk Festasi trasferirà nella sua sede naturale per un evento speciale: alle 21 nei Giardini Pubblici “Folk'N'Wine” celebra i 40 anni di Ittiri Cannedu con una degustazione guidata di vini a cura di Giuseppe Izza. Seguirà lo speciale moda: “A sa Ittiresa”, dall’orbace alla moda attuale. «Le iniziative collaterali programmate nel fine settimana accontentano qualsiasi gusto- sottolinea il sindaco di Ittiri Tonino Orani- e sono studiate per attirare i turisti, sempre presenti alla manifestazione ittirese». Si alterneranno mostre fotografiche, degustazione dei prodotti agroalimentari, mercatini dell'artigianato e quello dei collezionisti, la rassegna di cucina etnica garantita dai gruppi stranieri.

 

Sono sei i gruppi stranieri e dodici quelli sardi che animeranno il festival: BuryatiaSelenga Dance Ensemble (Mongolia), “Conjunto Folklorico “Guarionex” di San Juan (Portorico), The Forràs Folk Ensemble – Erd (Ungheria), Ballets Africains “Fambondy” - Camberene (Senegal), Danzas Tradicionales de Guatemala “Maiz y Frijol” – Città del Guatemala (Guatemala) e Himalayan International Cultural Association – Kathmandu (Nepal).

 

Sabato 19 sarà consegnato il Premio Zenias, che quest’anno spetterà ai Tenores “Remunnu ‘e Locu” di Bitti. «Il premio è diventato un riconoscimento ambito – evidenzia il presidente della giuria Leonardo Marras – Quest'anno parliamo di canto a tenores, la più alta espressione del canto sardo perché unico al mondo, non a caso riconosciuto come patrimonio immateriale Unesco».

 

 

la Nuova Sardegna