



Quando si pensa al risparmio, una delle voci che immediatamente viene tagliata è la cultura. L’ errore di valutazione è imperdonabile. Negare alle amministrazioni la possibilità di tenere viva la storia della gente, negare alla gente la possibilità di esprimersi attraverso le sue tradizioni e di immedesimarsi nella ricostruzione fedele della sua vita, è peggio che affamarla. La cultura crea intraprendenza, circolazione di idee, creatività imprenditoriale. Per questo il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Ittiri, la Provincia di Sassari, la Regione Sardegna con l’Assessorato al Turismo, continuano ad investire intelligentemente in cultura e ad offrire il loro patrocinio per un evento così significativo come l’Ittiri Folk Festa. La stessa sensibilità manifesta la Fondazione Banco di Sardegna. Non si può dimenticare che la cultura, soprattutto quella popolare, è il linguaggio dei poveri, di chi non ha bisogno di tanti ingredienti per preparare un insieme di espressioni uniche ed originali che toccano tutti i momenti della vita e tutte le corde dell’emotività. Un ballo si improvvisa ad ogni circostanza e in ogni spazio e non distingue riguardo al censo. Risponde a quei doni naturali che non si comprano: possono essere solo valorizzati e condivisi. In un momento di crisi profonda come quello che stiamo vivendo, non possiamo privare le persone della loro voce, dei suoni, degli incontri. E non per anestetizzarle dalle necessarie prese di coscienza. Ma per renderle più forti e consapevoli, più convinte che la protesta non è violenta per sua natura, ma una realtà intelligente, critica, coscientizzante. Da sempre chi ha voluto richiamare i suoi diritti e farli valere in modo civile, ha usato l’arma irresistibile dell’arte: appaga e sferza, diverte e contesta, sveglia l’intuizione obbligandola a scoprire i linguaggi segreti dei movimenti, dei ritmi e dei colori. Il Festival internazionale di danze ed espressioni popolari: ITTIRI FOLK FESTA, arrivato alla sua 25° edizione, è questa frontiera di umanità che viene rispettata e accolta, prestando attenzione all’interculturalità, alle relazioni multietniche, alla sensibilizzazione della gente nei confronti dell’esistenza degli altri. Per questi motivi il Festival raduna ad Ittiri numerosi gruppi fra i migliori di tutto il mondo, privilegiando la qualità e la storia. La stessa scelta grafica è frutto di un concorso di idee che ha avuto un vincitore del Trentino, su 35 proposte arrivate da tutta Italia e che saranno oggetto di una mostra, insieme ai manifesti dei 24 anni trascorsi. C’è un’iniziativa nell’edizione 25 del Festival che merita particolare attenzione, perché interpreta nel modo giusto la forza della cultura come forza educativa: la mostra “Narrare l’educazione, sul disagio sociale dei giovani”. C’è tutto: la sofferenza giovanile, lo smarrimento delle famiglie, una speranza che si accende. Se vogliamo che i giovani ritrovino una dimensione umana comune per riscoprire se stessi, devono riappropriarsi della bellezza, a partire da quella che appartiene loro da sempre. La mostra è collocato in quello stupendo spazio spirituale che è l’antico Convento Francescano. Non si poteva fare scelta migliore. La nostra vita è come una mappa che ha bisogno di punti di riferimento, perché diventi leggibile. Il Convento è una mappa nel tempo. E lo sarà anche quando accoglierà le espressioni musicali che la tradizione ha gelosamente conservato. La mostra etnografica su “L’arte dell’intreccio”, riporta la memoria dentro una ineguagliabile ricchezza artigiana che ha significato lavoro, invenzione, valorizzazione di materiali poveri ed espressivi. Il premio “Zenias” viene conferito a Caterina Murino perché riesce, attraverso il suo orgoglio di provenienza, a manifestare in tutti i contesti la sua sardità e, al contempo, ad offrire al mondo l’immagine di una Sardegna viva e contemporanea ma fortemente legata alle sue tradizioni. Assieme a tutta la gente la gratitudine del Gruppo “Cannedu” di Ittiri, va alla Conad da sempre sponsor della manifestazione. Con la sinergia di tanti, ogni anno si riaffaccia sulle strade dei Ittiri e della Sardegna un Festival nuovo, fantasioso e impegnato, unico nel suo genere e nella sua cornice di umanità popolare. Guardare per una settimana di luglio a Ittiri, significa superare i confini e sognare altri mondi, altri orizzonti, altre aurore di dialogo.
Associazione Culturale e Folklorica Ittiri Cannedu
07044 Ittiri - Corso Vitt. Emanuele, 110 - Tel./fax 079 440582 - Mobile 329 3686741 - info@ittiricannedu.it
