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La STORIA

Ittiri

Grosso centro del sassarese a economia mista agro pastorale e settore terziario, Ittiri ha una popolazione di circa diecimila abitanti, dista 18 Km da Sassari e 28 da Alghero ed è situato ad un’ altezza di 450 m sul livello del mare.

L’economia tradizionale, fondata fino agli anni ’50 sulla cerealicoltura con una produzione di grano notevole, è mutata rapidamente con l’avvio del processo di industrializzazione e dei grandi impianti petrolchimici di Porto Torres; gran parte della manodopera fino ad allora impiegata nelle attività agricole passò all’industria e grandi estensioni prima sfruttate dall’agricoltura furono abbandonate.
Nelle aree lasciate libere si espanse l’allevamento ovino che in poco tempo incrementò il numero dei capi di bestiame.

Attualmente il territorio comunale risulta utilizzato in larga misura dalla pastorizia, mentre l’agricoltura, praticata ormai con caratteri di spiccata specializzazione, è confinata alle aree irrigue ed è finalizzata alla produzione di carciofi che vengono avviati ai grandi mercati della penisola. Non sono state abbandonate però le coltivazioni tradizionali dell’ulivo e della vite che danno anch’esse notevoli prodotti. Ittiri infatti è circondato soprattutto verso nord e nordovest da una fascia di oliveti che coprono largamente i consumi locali.
Attualmente il latte proveniente dagli allevamenti viene lavorato in gran parte da una latteria sociale dotata di impianti moderni che produce formaggi destinati soprattutto all’esportazione.

La produzione olivicola viene invece lavorata in loco da diversi frantoi.
Occorre notare che le forme di agricoltura legate alla tradizione non sono rimaste ancorate a modi di produzione armai sorpassati; coesistono invece, senza attriti, tradizione e innovazione dato che i settori interessati si mostrano sempre più sensibili alle novità che garantiscono redditività.
Il territorio comunale, ampio ma insufficiente per la popolazione attiva residente ha spinto i contadini a cercare spazi nei comuni circostanti per cui molte superfici utilizzate da ittiresi per attività agro-pastorali sono ubicate in altri comuni e nella Nurra.

 

Questa scarsità di terreni ha favorito anche il formarsi di un comparto artigianale attivo che spazia dall’artigianato del ferro a quello del legno e della pietra e che, oltre ad assicurare il fabbisogno locale di manufatti, fornisce anche l’intera provincia. 
Per quanto riguarda l’artigianato lapideo ricordiamo che nel passato venivano utilizzati sia il tufo che le trachiti di cui il territorio è ricco. Mentre oggi appare del tutto abbandonata la lavorazione del tufo, quella della trachite è ancora vivace e condotta con tecnologie moderne che consentono uno sfruttamento razionale delle risorse. Testimonianze del passato di questa particolare attività sono le numerose cave abbandonate esistenti nel territorio. Un notevole numero di scalpellini provvedeva alla rifinitura dei materiali di scavo e alla esecuzione di pregevoli decorazioni che ancora oggi ornano le facciate delle case tradizionali.
L’artigianato dell’edilizia civile conta a Ittiri un gran numero di addetti che già da tempo svolgono la propria attività in diverse località della provincia.

L’artigianato femminile, rinomato per la produzione di manufatti tessili fedeli agli schemi e alle tecniche della tessitura tradizionale, riscuote notevoli apprezzamenti; questo particolare settore risente però della crisi del comparto che ha investito tutta l’isola ed ha visto calare notevolmente il numero delle addette. Non sono però poche le donne che si dedicano a questa attività in ambito domestico nelle ore lasciate libere dal governo della famiglia. Il telaio utilizzato è del tipo orizzontale a pedali e consente la realizzazione di diversi tipi di manufatti; attualmente si producono soprattutto copriletto, tappeti e asciugamani.
Infine un settore in continua espansione è quello della produzione dolciaria tradizionale; attualmente sono in attività diversi laboratori artigianali che coprono la domanda proveniente dal mercato locale e provinciale.

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